Materiali dall'Indonesia - Papua


estate 2007
Jayapura

Esiste un solo motivo plausibile per andare a Jayapura: la città é il posto dove ottenere il visto e passare il confine con la limitrofa Papua Nuova Guinea. Può anche rappresentare uno stopover in un viaggio itinerante nella Papua Indonesia in attesa di un volo o per procurarsi il surat jalan (permesso di viaggio) necessario per visitare la Valle del Baliem. Diversamente, la permanenza a Jayapura non é di grande interesse. Capitale della Papua, la città ha un clima incandescente, umido e soffocante (persino nella stagione secca, da giugno a settembre). L'estrema povertà in cui versano alcune frange della popolazione papuana é evidente negli spazi adibiti a mercato di fronte agli hotel, dove i senzatetto dormono all'addiaccio. Per ammazzare il tempo, si può passeggiare, curiosando qua e là nelle due vie principali e parallele, fermandosi al Prima Garden Bakery per un caffè e un pezzo di torta o sperimentando la cucina Padang in uno dei rumah makan del centro. Padang deriva dal nome della capitale di West Sumatra, da cui ha origine questa specialità culinaria regionale. Cibi piccanti e già pronti sono sistemati dentro vetrinette in bella mostra; l'avventore paga solo per quello che mangia, cioè per i piatti vuoti che lascia.
Dove dormire. Il miglior albergo di Jayapura é l'Hotel Papua. Le stanze doppie deluxe costano 450.000 rupiah (37 €). Non é un prezzo proprio conveniente, ma l'hotel é istoriato da splendidi oggetti artigianali di arte primitiva su legno e impreziosito da un quadro illuminato che riproduce il suono del mare! Il personale è gentilissimo tanto da accompagnare i clienti a comprare bellissime cartoline che ritraggono le differenti tribù native della Papua. La sera tutti si scatenano col karaoke, passione nazionale, e ci si diverte in compagnia fino a tarda ora. Unico neo: le birre, che solo gli hotel per turisti servono, costano 30.000 rupiah (2,50 €) la lattina. Una vera follia! L'Hotel Yasmin, a pochi passi, ha lo stesso prezzo ma le camere sono molto più piccole, vecchie e soffocanti e il personale della reception é decisamente poco simpatico.
Ufficio Emigrazione. Il Kantor Imigrasi é aperto nei giorni feriali dalle 8 alle 16 ed il posto dove ottenere il timbro d'uscita dall'Indonesia prima di raggiungere il confine con Papua Nuova Guinea.
Attenzione! All'arrivo
in uno degli aeroporti internazionali dell'Indonesia, si ottiene un visto di 30 giorni non estensibile (costo 25 US$). Quindi, se si ha un biglietto di ritorno oltre i 30 giorni, é necessario uscire dal paese prima della scadenza e ottenere un nuovo visto all'estero (in Papua Nuova Guinea o a Timor Est, per esempio). In alternativa, per evitare problemi, é consigliabile richiedere il visto in anticipo in Italia (o in Thailandia, Singapore o altrove). Per entrare in Indonesia é richiesto un passaporto valido almeno sei mesi dalla data d'ingresso.
Consolato di Papua Nuova Guinea.
L'unico modo per raggiungere la Papua Nuova Guinea dall'Indonesia é attraverso il confine via terra, non essendoci voli tra i due paesi. I turisti stranieri hanno bisogno del visto che si ottiene al Consolato di PNG. E' raggiungibile dal centro di Jayapura con l'angkot marcato dalla lettera B. I tempi possono dilatarsi a dismisura: in teoria il Consolato é aperto tutti i giorni feriali dalle 8 alle 16, ma può capitare di trovare chiuso inaspettatamente per una ricorrenza, una festa nazionale o il compleanno della regina! E' esclusa categoricamente la possibilità di ottenere il visto in poche ore: si va dai tre ai sette giorni di attesa, e a niente serve pregare il segretario di turno. Sono tutti piuttosto rigidi, forse anche perché non parlano bene l'inglese per argomentare. Ergo, ci si deve preparare a lunghe attese, armarsi di pazienza e, se proprio si decide di aspettare, l'unica cosa da fare é visitare la vicina città di Sentani.
Sentani
é un piccolo centro che entra nelle cronache "turistiche" perché ha l'aeroporto dove atterrano i voli per Papua. I 36 chilometri che la separano da Jayapura offrono una vista spettacolare. Circondato da una lussureggiante vegetazione, il Danau Sentani, lo splendido lago navigabile, é un gioiello naturalistico. Le case in legno sembrano sospese sull'acqua color verde smeraldo e i giochi di luce all'ora del tramonto lo trasformano in un paesaggio fiabesco. Si può affittare una barca e visitare i villaggi sull'acqua o percorrere il sentiero che lo costeggia.

Trasporti. Dall'aeroporto molti hotel sono vicini, ma ci si può far trasportare dagli ojek, le motociclette pubbliche, che riescono a caricare persone e zaini tutti sulla stessa moto! Chiedono 10.000 rupiah a tratta e si può mercanteggiare un pò. L'arrivo in aeroporto é abbastanza delirante, tutti si avvicinano per offrire qualche servizio, nessuno parla inglese, ma alla fine c'é sempre qualcuno che si prodiga per dare una mano.
I taxi sono cari e quello che dall'aeroporto percorre in un'ora i 36 chilometri per Jayapura costa l'esorbitante cifra di 200.000 rupiah (16 €). Il volo da Jayapura a Sorong costa circa 90 € solo andata.

Dove dormire. E' consigliabile prenotare in anticipo, perché c'é il rischio di finire in un albergo molto basic! Il Mansapur Rani é uno di questi, anche se le nuove stanze costruite sul retro sono dignitose. Non c'é acqua corrente, la doccia consiste nel tipico mandi indonesiano e le zanzare non mancano. La doppia costa 200.000 rupiah (16 €) e include la colazione a base di roti, pane dolce, servito la mattina in camera. Di sera la luce elettrica va e viene e nel buio della notte i rumori di animali tra gli alberi rendono l'atmosfera misteriosa ... in fondo si é poco lontani dal lago e dalla foresta. Un luogo davvero selvaggio!

Dove mangiare. Il posto più popolare tra i viaggiatori é il Rumah Makan Mickey. E' sulla strada principale, il cibo indonesiano è buono e si ha la possibilità di bere la birra, anche se solo alla spina. E' consigliabile portare con sé un torcia, per orientarsi nell'intricato reticolo di strade sterrate e non illuminate e per ritrovare la strada di casa!


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