Esiste
un solo motivo plausibile per andare a Jayapura:
la città é il posto dove ottenere il visto
e passare il confine con la limitrofa Papua Nuova Guinea. Può anche rappresentare uno stopover
in un viaggio itinerante nella Papua Indonesia in
attesa di un volo o per procurarsi il surat jalan (permesso di viaggio) necessario per visitare la Valle
del Baliem. Diversamente, la permanenza a Jayapura non
é di grande interesse. Capitale della Papua, la
città ha un clima incandescente, umido
e soffocante (persino nella stagione secca, da giugno
a settembre). L'estrema povertà in cui
versano alcune frange della popolazione papuana é
evidente negli spazi adibiti a mercato di fronte agli
hotel, dove i senzatetto dormono all'addiaccio. Per ammazzare
il tempo, si può passeggiare, curiosando qua e
là nelle due vie principali e parallele, fermandosi
al Prima Garden Bakery per un caffè
e un pezzo di torta o sperimentando la cucina
Padang in uno dei rumah makan del centro.
Padang deriva dal nome della capitale di West Sumatra,
da cui ha origine questa specialità culinaria regionale.
Cibi piccanti e già pronti sono sistemati dentro
vetrinette in bella mostra; l'avventore paga solo per
quello che mangia, cioè per i piatti vuoti che
lascia.
Dove
dormire. Il miglior albergo di Jayapura é
l'Hotel Papua. Le stanze dop
pie
deluxe costano 450.000 rupiah (37 €). Non é
un prezzo proprio conveniente, ma l'hotel é istoriato
da splendidi oggetti artigianali di arte primitiva su
legno e impreziosito da un quadro illuminato che riproduce
il suono del mare! Il personale è gentilissimo
tanto da accompagnare i clienti a comprare bellissime
cartoline che ritraggono le differenti tribù native
della Papua. La sera tutti si scatenano col karaoke,
passione nazionale, e ci si diverte in compagnia fino
a tarda ora. Unico neo: le birre, che solo gli hotel per
turisti servono, costano 30.000 rupiah (2,50 €) la
lattina. Una vera follia! L'Hotel Yasmin,
a pochi passi, ha lo stesso prezzo ma le camere sono molto
più piccole, vecchie e soffocanti e il personale
della reception é decisamente poco simpatico.
Ufficio
Emigrazione. Il Kantor Imigrasi é aperto nei giorni feriali dalle 8 alle 16 ed
il posto dove ottenere il timbro d'uscita dall'Indonesia
prima di raggiungere il confine con Papua Nuova Guinea.
Attenzione! All'arrivo in uno
degli aeroporti internazionali dell'Indonesia,
si ottiene un visto di 30 giorni non estensibile (costo 25 US$). Quindi, se si ha un biglietto di ritorno
oltre i 30 giorni, é necessario uscire dal paese
prima della scadenza e ottenere un nuovo
visto all'estero (in Papua Nuova Guinea o a Timor Est,
per esempio). In alternativa, per evitare problemi, é
consigliabile richiedere il visto in anticipo in Italia
(o in Thailandia, Singapore o altrove). Per entrare in
Indonesia é richiesto un passaporto valido
almeno sei mesi dalla data d'ingresso.
Consolato
di Papua Nuova Guinea. L'unico
modo per raggiungere la Papua Nuova Guinea dall'Indonesia
é attraverso il confine via terra, non
essendoci voli tra i due paesi. I turisti stranieri hanno
bisogno del visto che si ottiene al Consolato di PNG.
E' raggiungibile dal centro di Jayapura con l'angkot marcato dalla lettera B. I tempi possono dilatarsi a dismisura:
in teoria il Consolato é aperto tutti i giorni
feriali dalle 8 alle 16, ma può capitare di trovare
chiuso inaspettatamente per una ricorrenza, una festa
nazionale o il compleanno della regina! E' esclusa
categoricamente la possibilità di ottenere il visto
in poche ore: si va dai tre ai sette giorni di attesa,
e a niente serve pregare il segretario di turno. Sono
tutti piuttosto rigidi, forse anche perché non
parlano bene l'inglese per argomentare. Ergo, ci si deve
preparare a
lunghe attese, armarsi di pazienza e, se proprio si decide
di aspettare, l'unica cosa da fare é visitare la
vicina città di Sentani.
Sentani é un piccolo centro che entra nelle cronache "turistiche"
perché ha l'aeroporto dove atterrano i voli per
Papua. I 36 chilometri che la separano da Jayapura offrono
una vista spettacolare. Circondato da una lussureggiante
vegetazione, il Danau Sentani, lo splendido
lago navigabile, é un gioiello naturalistico. Le
case in legno sembrano sospese sull'acqua color verde
smeraldo e i giochi di luce all'ora del tramonto lo trasformano
in un paesaggio fiabesco. Si può affittare una
barca e visitare i villaggi sull'acqua o percorrere il
sentiero che lo costeggia.
Trasporti. Dall'aeroporto molti hotel sono vicini, ma ci si può
far trasportare dagli ojek, le motociclette pubbliche,
che riescono a caricare persone e zaini tutti sulla stessa
moto! Chiedono 10.000 rupiah a tratta e si può
mercanteggiare un pò. L'arrivo in aeroporto é
abbastanza delirante, tutti si avvicinano per offrire
qualche servizio, nessuno parla inglese, ma alla fine
c'é sempre qualcuno che si prodiga per dare una
mano.
I taxi sono cari e quello che dall'aeroporto percorre
in un'ora i 36 chilometri per Jayapura costa l'esorbitante
cifra di 200.000 rupiah (16 €). Il volo da
Jayapura a Sorong costa circa 90 € solo andata.
Dove
dormire. E' consigliabile prenotare in anticipo,
perché c'é il rischio di finire in un albergo
molto basic! Il Mansapur Rani é
uno di questi, anche se le nuove stanze costruite sul
retro sono dignitose. Non c'é acqua corrente, la
doccia consiste nel tipico mandi indonesiano
e le zanzare non mancano. La doppia costa 200.000 rupiah
(16 €) e include la colazione a base di roti,
pane dolce, servito la mattina in camera. Di sera la luce
elettrica va e viene e nel buio della notte i rumori di
animali tra gli alberi rendono l'atmosfera misteriosa
... in fondo si é poco lontani dal lago e dalla
foresta. Un luogo davvero selvaggio!
Dove
mangiare. Il posto più popolare tra i
viaggiatori é il Rumah Makan Mickey.
E' sulla strada principale, il cibo indonesiano è
buono e si ha la possibilità di bere la birra,
anche se solo alla spina. E' consigliabile portare con
sé un torcia, per orientarsi nell'intricato reticolo
di strade sterrate e non illuminate e per ritrovare la
strada di casa!