Alor é un angolo incantato del mondo.
Situata a nord di Timor Ovest e ad est di Flores nella
regione di Nusa Tenggara, fa parte dell'Arcipelago
di Solor & Alor, una catena di isole selvagge
bagnate dal mar di Banda.
Abitata da cinquanta differenti tribù, Alor (come
la vicina Pantar) ha ancora uno stile
di vita tradizionale e fino agli anni '50 vantava la presenza
di superstiti cacciatori di teste!
Le popolazioni dei remoti villaggi delle montagne sono
povere e non avvezze alla presenza occidentale.
Il mix di culture, le diverse lingue e i culti indigeni
animisti ancora sopravvivono proprio a causa dell'isolamento
e delle difficoltà logistiche che rendono molto
difficile viaggiare nell'interno dell'isola. Nonostante
nuove strade siano state costruite, il mezzo di trasporto
più comune resta ancora la barca. Ad agosto si
svolge una grande fiera nella capitale Kalabahi,
in concomitanza con la regata di barche a vela e l'arrivo
di yacht, in prevalenza dall'Australia. E' una grande
festa, durante la quale gli abitanti di Alor si esibiscono
in danze lego-lego e vendono i loro prodotti
artigianali. Il più caratteristico é l'ikat,
un tessuto composto di intricati disegni riprodotti con
antica arte manuale. I fili vengono tinti grazie ad un
abile e minuzioso procedimento prima di essere intrecciati
tra di loro. I colori delle tinture sono ricavati dalla
natura, come il luminoso ruggine delle radici dell'albero
kombu e il blu intenso della pianta dell'indigo,
e donano al cotone dell'ikat una splendida armonia
cromatica d'insieme.
Ma é il mare che stupisce, il
mare che emoziona. Il mare che non si dimentica
.
Solcare in barca le acque turchesi dello stretto che separa
Pulau Alor da Pulau Pantar,
allerta i sensi assopiti e li catapulta in passioni intrattabili.
All'improvviso, dalla superficie scintillante di plankton
dalle mille sfumature di verde, celeste e blu cobalto,
fanno capolino famiglie di delfini giocosi,
i marlin e i pesci vela
saltano in acrobatiche piroette tra lo stupore dei naviganti
e la lunga pinna nera di un mola mola (pesce luna)
appare inaspettatamente, mostrando la sua rotonda
silhouette nella trasparenza del mare. Le insenature di
Pulau Pura, orlate di palme lontar
e dimora di piccoli insediamenti di pescatori, sono il
parco giochi dei bambini, che remano abilmente su sottili
imbarcazioni a bilanciere ricavate dal tronco degli alberi
e si avvicinano alle barche. Non vengono per chiedere,
ma per regalare. Regalano i loro sorrisi, solari, contagiosi.
Al tramonto, quando la baia di Pulau Kepa si
infuoca di un rosso mattone, gruppi di squaletti
pinna nera fanno la loro apparizione e corteggiano
gli apneisti tutti in circolo, come in un saluto rituale.
Con un pò di attenzione alle correnti, a volte
forti, lo snorkelling riserva altri curiosi
incontri: colorati gamberetti mantide,
tartarughe stanziali, aragoste
che si nascondono, sperando di non diventare miseri trofei
per soddisfare il dubbio gusto di qualche irrispettoso
turista. Alor é il regno della subacquea,
decisamente all'altezza della sua fama. Considerata uno
dei posti migliori del Sud Est Asiatico, presenta una
barriera corallina spettacolare e piena
di vita, un paradiso per la microfauna. Cavallucci
marini pigmei, pesci rana, nudibranchi e murene nastro
si mimetizzano tra le alcionarie, mentre tonni,
aquile di mare e pesci napoleone assecondano
pigramente la risacca.
E' vero anche che la pesca selvaggia agli squali
ha privato di questi splendidi esemplari un luogo
del mondo che ne aveva fatto il suo fiore all'occhiello,
rendendo ormai rarissima l'eventualità di imbattersi
in uno di loro, ad esclusione di qualche occasionale nutrice
e pinna bianca di reef. E' un peccato e ci si chiede ancora una volta perché la crudele
pratica dello shark finning, che ha decimato
la popolazione degli squali per rifornire i mercati asiatici,
continui impunemente. Evidentemente la preparazione della
zuppa di pinna di squalo é più redditizia
del preservare la sopravvivenza degli animali più
antichi del mondo, collocati in cima alla catena alimentare
degli oceani, anello essenziale dell'ecosistema marino
e patrimonio dell'umanità intera.
Un patrimonio che, senza produrre alcun profitto, ha un
valore inestimabile per tutto il pianeta.
Come
arrivare.
Voli da Kupang, Timor Ovest, per Kalabahi.
Prezzo solo andata 40 €. Gli ATR da 48 posti della
compagnia Trans Nusa sono quasi sempre
fully booked; di conseguenza la pazienza, un
sorriso ed avere già la prenotazione dell'alloggio
sull'isola, possono aiutare ad accorciare i tempi d'attesa.
Numero di telefono per prenotazioni sms Trans Nusa /Trigana:
0062 0815 2902 5555. I traghetti che effettuano
servizio pubblico tra le isole di Nusa Tenggara Est
raggiungono Alor. Da/per Lembata, da Flores per Pantar.
Dove
dormire. La
maggior parte dei viaggiatori che raggiunge la remota
isola di Alor, alloggia su Pulau Kepa.
La Petite Kepa,
gestita da una coppia di francesi, é composta di
alcune capanne costruite in stile tradizionale. Il tetto
di bambù e foglie di palma copre il soppalco dove
si dorme, mentre il piano di sotto consiste nel tipico lopo, un largo spazio circolare adibito a "tinello"
e zona relax. E' qui che si accomoda il governatore di
Alor in visita "ufficiale di cortesia", col
suo codazzo di dignitari e mogli al seguito, in occasione
della fiera di Kalabahi. I giornalisti danno molta risonanza
all'evento e invitano i viaggiatori stranieri ad unirsi
agli ospiti d'eccezione.
L'illuminazione de La Petite Kepa é prodotta dal
sistema dei pannelli solari e l'acqua dolce viene rifornita
dalla vicina isola di Alor, in quanto Pulau Kepa ne é
priva. Anche i servizi igienici in comune (quattro mandi)
contribuiscono al risparmio idrico, servendosi dell'acqua
di mare per lo scarico delle toilette alla turca. Motivazioni
culturali invitano gli ospiti a lasciare le scarpe fuori
dalle abitazioni e dagli spazi comuni. Con tutto il rispetto
dovuto, essere costretti ad entrare nei bagni in comune
senza ciabatte risulta incomprensibile, oltre che alquanto
ripugnante! Di notte, alla luce della luna o a lume di
torcia, beh....si trasgredisce volentieri alla regola
all'insaputa di tutti (o forse di nessuno, perché
lo fanno tutti!). Le caprette che si nutrono degli arbusti
degli alberi, rompono il silenzio stellato delle serate
incantate di Kepa ed é l'unico rumore che movimenta
l'atmosfera, in concorrenza soltanto con il dolce sciabordio
delle onde del mare.
Il proprietario francese Cedric dirige il centro immersioni
alor-diving, che ogni giorno esplora
il mondo sottomarino delle isole limitrofe. La gestione
é molto disinvolta, al punto che ai subacquei non
viene chiesto di mostrare alcun brevetto o logbook né
tanto meno di firmare alcun modulo. Si paga in rupiah
o in euro e due immersioni costano 60 € incluso
l'equipaggiamento.
Il costo della permanenza a La Petite
Kepa é di 100.000 rupiah (8,50 €) al giorno
a persona. Comprende i pasti e il trasporto sull'isola
dal vicino villaggio di Alor Kecil. Baba Sere si occupa
di organizzare la breve traversata da una riva all'altra,
ma può capitare che, per dimenticanza o noncuranza,
la barca de La Petite Kepa non sia disponibile e si sia
costretti ad accettare l'offerta di altri barcaioli locali
che possono sparare cifre fino a 50.000 rupiah (il prezzo
standard non dovrebbe superare le 10.000 rupiah a persona). Il bemo dall'aeroporto di Kalabahi ad
Alor Kecil (1 ora) costa 100.000 rupiah (8,50 €).
Nonostante gli accordi presi, non sempre la resort manda
qualcuno a prelevare gli ospiti all'aeroporto né
li accoglie sulla spiaggia all'arrivo. Bisogna cavarsela
da soli. Qui tutto é molto approssimativo, e prima
ci si adatta, meglio si sta. In fondo, al di là
della scarsa attenzione dei proprietari, la posizione
spettacolare e un mare ammaliante rendono Pulau Kepa un
luogo magico e foriero di incantesimi.