Tanto
si é detto delle Isole Brothers',
"El Akhawain" in lingua araba, "i
fratelli" in italiano.
Tanto si é parlato di Daedalus
Reef, "Abu Kizan" in lingua
araba.
Nell'immaginario collettivo dei subacquei, questi
due leggendari siti d'immersione, che si stagliano
solitari nel bel mezzo del Mar Rosso a nove ore
di navigazione dalla costa egiziana, rimandano
alla moltitudine delle specie pelagiche, al numero
dei grandi predatori del mare.
Pochi, però, si sono soffermati sulla vera
peculiarità che caratterizza i due comprensori
corallini. Sul come, cioè, si vedono gli
squali, sul modo in cui si riesce ad avvistarli.
La qualità sulla quantità.
Come
su una passerella di alta moda, alle isole Brothers'
sfila per venti minuti lo squalo balena, Rynchodon
typus, che nel suo lento incedere posa
per i fotografi.
Segue
il modello di punta, il famigerato Carcharhinus
longimanus, che si avvicina vis à
vis a provocare sfacciatamente. A
Daedalus Reef é la volta dell'ingresso
in platea di gruppi di squali martello della specie Sphyrna Lewini, che calcano la
scena nel blu, a pochi metri dall'obiettivo. La
regale ed elegante Manta birostris gioca
con gli spettatori da consumata top model, sfiorandoli
con il suo sensuale battito d'ali. L'ultimo colpo
di coda é affidato all'inconfondibile pinna
caudale a stendardo di uno squalo volpe oceanico, Alopias pelagicus, che
attraversa velocemente il parterre ammiccando
con il suo grande occhio nero!
Tutto questo è Brothers'. Tutto
questo é Daedalus.
In una fortunata settimana di ottobre, la crociera
s'inizia dal porto di Marsa Alam. Il check
dive, per prendere le misure di attrezzature,
salinità dell'acqua e bilanciamento della
bombola d'alluminio, si svolge non lontano dalla
costa, Abu Dabbab 3. Lieve corrente,
prova del pedagno e piacevoli incontri. Una grande
cernia, una tartaruga, scorfani e trigoni maculati
a macchie blu, gli abitanti del Mar Rosso salutano
gli ospiti appena giunti. Espletate, dunque, le
procedure di rito, tra cui l'ispezione delle autorità
portuali e il pagamento della tassa di 65 Euro
per l'ingresso ai parchi marini, la barca molla
gli ormeggi e si dirige alla volta di
Small Brother, un isolotto di roccia
calcarea che sbuca da un abisso di 500 metri.
Temuto dai più per le particolari caratteristiche
morfologiche che lo rendono un luogo impervio,
adatto a soli subacquei esperti, nella sua posizione
é frequentemente investito da marosi, onde
alte ed é battuto dalle correnti, spesso
feroci. Ma quella settimana ottobrina di luna
calante, la superficie del mare é piatta,
le correnti pressoché assenti e la temperatura
dell'acqua raggiunge gradevoli 27 gradi.
In assenza di ridossi d'approdo, Small Brother
é circondata da una quantità di
imbarcazioni da crociera insospettata, giustificata
però dalle ottime condizioni climatiche.
Ragion per cui, sul M/Y Aldebaran vige l'ora legale,
un local time che sposta le lancette
dell'orologio avanti di un'ora. La sveglia mattutina
delle 6 (in realtà le 5!), é finalizzata
all'anticipo rispetto a tutti gli altri. Quanto
prima ci si immergerà, tanto più
si vedrà, e i primi che scenderanno in
acqua, avranno le maggiori chance di vedere i
pelagici.
E tanto é! Il gommone parte ad alta velocità,
back roll entry, discesa veloce e sulla punta
Nord un'ombra si materializza. E' uno
squalo martello, cauto, guardingo.
Si allontana, per riapparire poco dopo, sempre
più vicino, timido e curioso al tempo stesso.
Ci prende gusto e, approfittando della malcelata
immobilità dei subacquei che, in preda
all'eccitazione, tendono a corrergli dietro col
rischio di farlo scappare, si intrattiene per
dieci minuti e regala meravigliose inquadrature
da primo piano. Bisogna pianificare attentamente
le riserve d'aria, perché l'ultima mezz'ora
ci si soffermerà sotto lo scafo della barca
in attesa del padrone indiscusso di queste acque
.
E i più tenaci resistono. Sono ormai agli
sgoccioli, in attesa, aggrappati alla corda dell'ancora.
Quando sono sul punto di desistere ed intraprendere
la risalita, lui appare. Lo squalo oceanico
dalle punte bianche, Carcharhinus
longimanus, attraversa l'acqua rasente
la chiglia, incurante di tutto e di tutti. E'
esattamente come ciascuno se lo rappresenta nel
proprio immaginario. Con il suo nuoto nervoso
e imprevedibile, circondato dai pesci pilota che
lo scortano come alla corte di un emiro, il longimanus
passa, si concede il tempo di una lenta, ravvicinata
apparizione e svanisce nel blu. Non sarà
l'unica ed ultima occasione, ma é la prima,
la più emozionante.
Dal ponte della barca si resta affacciati mentre
il sole tramonta e l'acqua diventa d'inchiostro.
I longimanus passano a pelo d'acqua, indisturbati.
E' severamente vietato fare lo snorkelling, l'apnea
e l'immersione notturna. Queste magnifiche creature
vanno trattate con la massima cautela e il massimo
rispetto. Sono squali oceanici, capaci di improvvise
accelerazioni e potenzialmente pericolosi, se
l'uomo pone in essere comportamenti irresponsabili
che possano eccitarli.
Il briefing del mattino seguente propone l'immersione
lungo la parete Est ricoperta
da gigantesche gorgonie. L'idea di essere a Brothers'
per vedere dei coralli molli, per quanto rispettabili
siano, provoca un'immediata reazione L'ammutinamento
degli ospiti della barca é unanime e accompagnato
da rumorose rimostranze! Ma Small Brother seda
la rivolta sul nascere e regala, a ridosso della
stessa parete degli alcionari, un'altra perla
rara del suo spettacolare fondale. Uno
squalo grigio di barriera si contorce
in stato di evidente godimento nella cleaning
station, dove piccoli pesci pulitori lo liberano
dai parassiti. Ha grossi segni sul dorso, ferite
antiche procurategli dal motore dell'elica di
una barca. La visibilità é eccellente.
Pesci grugnitori sono sospesi a mezz'acqua, immobili;
formazioni di tonni e carangidi guizzano veloci
e il grande barracuda punta frontalmente senza
timore.
A metà mattina si salpa alla volta di Big
Brother, che dista circa un chilometro
dal fratello minore. Sulla punta Nord
giace il relitto del Numidia,
il piroscafo britannico affondato nel 1901. Il
gruppo si divide: alcuni "dissidenti",
poco interessati al ferro, si dirigono verso la parete Sud, che offre subito
occasione di belle macro. L'immersione prosegue
tranquilla, quando all'improvviso, alla profondità
di 30 metri, un subacqueo che si é spinto
in testa in posizione avanzata, gesticola scompostamente,
in preda ad un'eccitazione incontrollata, attirando
l'attenzione degli altri. Nel celeste cobalto
del mare ricco di plankton, irrompe dal nulla
il gigante buono dei mari, uno squalo
balena di 7 metri che avanza gentilmente
nell'attonimento generale. E' il delirio dei sensi.
In un attimo é circondato dalle presenze
umane, che lo sfiorano, lo carezzano e lo coccolano.
E lui sta lì, generoso e lusingato. Rallenta
il nuoto, si volta, si fa ammirare, fotografare,
riprendere. Sta lì, per venti minuti e
più, fino a quando i presenti baciati dalla
fortuna lo salutano commossi e grati.
L'entusiasmo esplode al ritorno sulla barca, ed
é condiviso anche dal gruppo del relitto,
che ha avuto la stessa magica buona sorte. Scrutare
il mare dal ponte é diventato un rito ed
é buona abitudine, visto che, durante l'intervallo
di superficie, lo squalo balena ripassa, quasi
sentisse la mancanza dei suoi ammiratori.
Una pausa per le coronarie, messe a dura prova
dalle emozioni della mattina, é offerta
dalla visita al faro di Big Brother. La vista
dall'alto é spettacolare e il guardiano
offre un ottimo tè caldo. Nessuno resiste
alla tentazione di acquistare la maglietta delle
isole Brothers', come ricordo indelebile di questo
luogo foriero di meraviglie. 
Si riparte per la terza immersione al plateau.
Accade tutto contemporaneamente. Mentre un
grande pesce Napoleone si struscia
alla ricerca di qualcosa da mangiare, uno squalo
volpe oceanico guadagna la parete e la
fiancheggia con falcate veloci, impresse dalla
splendida coda a bandiera. Evento raro e magnifico,
da cui ci si distoglie per voltarsi a causa dell'irruzione
sulla scena di una enorme manta
bianca e nera alle prese con l'attacco frontale
di uno squalo grigio. La lotta
é impari. La manta allontana lo squalo
con un colpo di pinna, ma viene assediata con
astuzia. Con uno scatto repentino, il carcarinide
afferra tra le fauci la remora ospite. Il bilancio
degli avvistamenti di un solo giorno supera ogni
più ottimistica aspettativa, soddisfa le
aspirazioni più inconfessate e realizza
i desideri subacquei di una vita.
E non é finita. Le nove ore di traversata
verso il comprensorio corallino di Daedalus
Reef scorrono beatamente, cullati dallo
sciabordio delle onde, distesi sul ponte a godersi
un bagno di sole. Daedalus é il regno degli
squali martello. L'immersione é una sfida.
Ci si catapulta nel blu alla profondità
di 30/35 metri e si aspetta. Può non apparire
nulla. Oppure.....La famiglia degli Sfirnidi spedisce in avanscoperta la sentinella. A lei
é assegnato il compito di tastare il terreno
e valutare i potenziali nemici. E' necessario
dunque che i subacquei restino immobili, dissimulando
l'agitazione, per non spaventarla e permetterle
di dare il via libera al resto del gruppo. E così,
dopo pochi secondi, quando già si é
risaliti di dieci metri, il branco si materializza.
Quindici esemplari di squali martello
smerlati irrompono nel blu, frenetici,
scomposti, danzanti. I divers non resistono e
si riprecipitano a testa in giù al limite
dei quaranta metri, attratti come calamite. I
computer li richiamano all'ordine, inesorabili.
Una tocata y fuga breve ma intensa, sufficiente
però per imprimere nella memoria uno degli
spettacoli più impressionanti cui si é
avuto l'onore di assistere. La decompressione
trascorre tra giardini di anemoni colonizzati
da colorati pesci pagliaccio e tartarughe senza
pudore, che sbattono la testa sugli obiettivi
delle macchine fotografiche.
L'ultima immersione, che si svolge per la maggior
parte del tempo sotto la barca, é da thriller. Squali longimanus di tutte le
taglie, fendono l'acqua, veloci, nervosi. Brividi
lungo la schiena... Dall'alto del ponte le loro
sagome inquietanti appaiono come aeroplani. E
non sono soli! L'esemplare di una specie non ben
identificata, pattuglia il territorio. Uno squalo
tigre, o uno squalo plumbeo, chissà. Qui
tutto é possibile, al punto che é
il nuoto sincronizzato di un delfino,
a trenta metri di profondità, l'ultima
sorpresa di Daedalus Est. Per non farsi mancare
niente!
Per smaltire invece l'azoto, si scende a terra,
in visita al faro, da cui si realizzano scatti
grandangolari di panoramiche mozzafiato.
Sulla via del ritorno, l'ultima tappa di questa
crociera indimenticabile é il famoso plateau
di Elphinstone Reef, il terzo
sito del triangolo d'oro del Mar Rosso.
Situato a sette ore di navigazione da Daedalus
e poche miglia dalla costa, Elphinstone risente
di un affollamento ormai eccessivo. L'acqua di
cristallo della mitica Punta Nord si riempie di bolle già dalle prime luci
dell'alba. In tali condizioni é molto difficile
avvistare i pelagici, che si tengono alla larga
da tale trambusto. La barriera corallina é
scintillante di vita, luogo d'elezione per splendide
macro. E tra i piccoli abitanti del reef, l'ultimo
flash é per un polpo color
vermiglio, che si rintana in un anfratto roccioso
per difendersi dagli intrusi. Li sorveglia con
i suoi occhi penetranti che tradiscono la sua
grande intelligenza.
Dopo aver consegnato al capitano e alle guide
una mancia che mai fu più meritata, i saluti
di commiato stentano ad esprimersi. Si vorrebbe
prolungare, rinviare il momento del distacco.
Non si vuol prendere consapevolezza della conclusione,
non si vuole decretare la parola fine. Non si
vuole pronunciare l'addio. Un'onda emotiva inarrestabile
travolge i presenti, che scendono dalla barca
con il cuore gonfio di gioia e di dolore.
Gli stessi sentimenti di un innamoramento, che
si é perdutamente consumato alle isole
Brothers', Daedalus ed Elphinstone.
Paola
Ottaviano